La Personalizzazione in Italia

 LEGALIZZIAMO LE MODIFICHE AI VEICOLI

 In Italia la Personalizzazione non è consentita, nemmeno quando una modifica può migliorare le caratteristiche tecniche e di sicurezza di un veicolo. Ma vi sono alcune zone d’ombra, dove si concede una deroga ma, la sicurezza della modifica non è controllata da nessuno. Non siamo criminali, non siamo terroristi, siamo Cittadini della Repubblica con una sola passione:  
 
– la Personalizzazione.Votiamo anche noi, lavoriamo anche noi, eppure le nostre esigenze passano in sordina, come se non esistessimo. Abbiamo associazioni che rappresentano i produttori, associazioni che rappresentano gli appassionati, riviste dedicate e tante imprese che lavorano nel settore e che sono costrette a vendere i loro prodotti all’estero, restando comunque obbligate a pagare le tasse e le imposte statali. I nostri rappresentanti istituzionali hanno impegni più importanti, ma noi?!! La risposta come in ogni Democrazia che si rispetti, arriva dal Popolo, dal POPOLO DEL TUNING e dalle Associazioni dei MOTOCICLISTI. Non corriamo il rischio di pensare, che i problemi della personalizzazione non ci appartengano, perché nessuno ci ha mai ritirato il Libretto o perché abbiamo sempre a bordo una circolare del Ministero che teoricamente consente la nostra modifica. Le circolari sono documenti emanati da un’amministrazione pubblica gerarchicamente superiore e servono ad indirizzare l’attività delle amministrazioni decentrate (es. ex. motorizzazioni), ma la particolarità di questi atti è che domani si può consentire una modifica e dopodomani con altro atto identico, vietarla. Le circolari non sono la soluzione al problema, perché questi atti non possono andare contro disposizioni di legge e tanto per fare un esempio: -non ci potrà mai essere (o sarà illegittima) una circolare che consente la registrazione a libretto dell’avvenuta installazione di un impianto frenante diverso da quello di serie (sia per le AUTO sia per le MOTO), perché ci deve essere il nulla osta della casa costruttrice per registrare la modifica a libretto, o comunque l’utilizzo di una delle procedure indicate all’articolo 236 comma 2) del Regolamento del Codice della Strada (perché una circolare non può andare contro ad una norma di legge).Allo stesso modo, il fatto che le Forze dell’Ordine non ci abbiano mai ritirato il libretto, o pensino che i componenti come alettoni e minigonne siano omologati, anche se non trascritti a libretto, non vuol dire che siamo al sicuro da possibili sanzioni. Perché dal momento in cui, il Ministero degli Interni o il Ministero dei trasporti, comunicano la loro interpretazione (che di solito è: “Nessuna modifica”), allora vi fermano, vi ritirano il libretto e vi danno da “370 a 1.485” Euro di multa (senza contare il fatto che inviano il libretto all’Ufficio della Motorizzazione Civile competente per territorio e dovete poi pagare altri soldi per farvelo tornare. In più dovete togliere tutto, a meno che l’Ing. della ex. Mot. non abbia un’interpretazione a noi favorevole del Codice).Detto questo risulta molto più conveniente impegnarsi un minimo per dare visibilità ai nostri problemi o ancora meglio per rendersi parte attiva del progetto di legalizzazione delle personalizzazioni, appoggiandoci.Dobbiamo dimostrare a tutti che il POPOLO del TUNING e quello dei BIKERS, sono decisi e al loro interno, sono forti ed uniti, il nostro appello si riferisce ai singoli appassionati, ma ancor di più ai Club di tutta Italia e alle associazioni. Non facciamoci sfuggire questa occasione. 

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